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Parte di Campo Vaccino verso l'Arco di Tito (Book 2) (Map B3) (Day 1) (View C9) (Rione Monti) and (Rione Campitelli)


In this page:
The plate by Giuseppe Vasi
Today's view
Temple of Castor and Pollux
S. Lorenzo in Miranda (Temple of Annia Faustina)
SS. Cosmo e Damiano (Temple of Romulus)
S. Francesca Romana (S. Maria Nuova)
Arch of Titus

The Plate (No. 32)

Campo Vaccino verso l'Arco di Tito

This second view of Campo Vaccino looks to the east. The past of Rome is completely integrated in the XVIIIth century peaceful cattle market. The ruins do not excite Vasi. He just sees them as they are. The view is taken from the green dot in the 1748 map here below. In the description below the plate Vasi made reference to: 1) Colonne antiche (Temple of Castor and Pollux); 2) S. Lorenzo in Miranda; 3) SS. Cosmo e Damiano; 4) S. Maria Nuova; 5) Tempio della Pace (Basilica di Massenzio); 6) Arco di Tito. 5) is covered in another page. The dotted line in the small map delineates the border between Rione Campitelli (left) and Rione Monti (right). In 1765 Vasi covered this part of Campo Vaccino in a larger etching.

Small ViewSmall View

Today

The Forum today

Today the excavations started at the beginning of the XIXth century and still ongoing have brought to light the bases of the temples and the Via Sacra. With some imagination we tend to recreate the life of Ancient Rome; however the landmarks of Vasi's plate are the same. The picture is taken from the Capitol hill.

The Temple of Castor and Pollux

The Temple of Castor and Pollux

The three stylobates of Parian marble are among the finest of the kind now existing. The Corinthian capitals show very superior workmanship. A very old Temple in honour of the twin gods who helped the Romans win one of their early wars, it was rebuilt by Tiberius in 6 A.C. Vasi thought that the columns belonged to the Temple of Giove (Jupiter) Statore. The columns are also shown in the plate dedicated to S. Maria Liberatrice: the plate provides another view of the Forum.

The Church of S. Lorenzo in Miranda


S. Lorenzo in Miranda

The Temple was built by Emperor Antoninus Pius in honour of his wife Annia Faustina (the senior). After his death the temple was dedicated to him also and the two names appear on the inscription. Later the Temple became a church with a façade built in 1602 by Orazio Torriani. The church belongs to the pharmacists' guild (click here for a list of churches belonging to a guild). Antoninus Pius' good reputation was such that the inscription was maintained. The Church and the Temple are today two souls in one body.

The Church of SS. Cosmo e Damiano

SS. Cosmo e Damiano

What is now a chapel of the church of SS. Cosmo e Damiano, was a Temple erected by Maxentius and dedicated to his son Romulus (to whom he dedicated also a circus).
The bronze doors are a remarkable survival.

The Church of S. Francesca Romana

S. Francesca Romana

The church is partly built on the Temple of Venus and Roma. Its beauty and the surrounding area make it one of the most sought out churches for weddings. The fine bell tower was erected in the XIIth century, the façade was rebuilt at the beginning of the XVIIth century by Carlo Lambardi. Its official name is S. Maria Nuova (or in Latin Nova) to distinguish it from nearby S. Maria Antiqua, but it is usually called S. Francesca Romana, because the founder of Monastero di Tor de' Specchi is buried in the church. It should not be confused with Chiesa Nuova (S. Maria in Vallicella).

The Arch of Titus

The Arch of Titus

As the plate shows the Arch had been incorporated into other buildings and was used as a gate. Pope Pius VII in 1822 removed these buildings and had to reconstruct some parts of the Arch, as stated by the inscription. The Arch has the famous relief showing the Triumph of Titus after the sack of Jerusalem. See a page devoted to this triumph. See the other inscription.

The "Tempio della Pace", mentioned in the plate, is today known as Basilica di Massenzio.

Excerpts from Giuseppe Vasi 1761 Itinerary related to this page:


Chiesa di S. Lorenzo in Miranda
Dalle maravigliose colonne del tempio di Antonino e di Faustina sua moglie fu detta in Miranda questa chiesa la quale dopo di essere stata collegiata, nell'anno 1430. fu da Martino V. conceduta al collegio delli Speziali, i quali vi aggiunsero poi lo spedale per i loro giovani, e si ammira fra gli altri quadri, che sono in chiesa, il s. Levita dipinto da Pietro da Cortona. Dinanzi a questa chiesa era l’arco di Fabiano Censore, da cui principiava la celebre Via sagra, e seguitava per dritta linea fino al Colosseo. Ella ebbe un tal nome, perchè in essa Romolo e Tazio Re de' Sabini si dettero reciprocamente la fede di amistà. Appresso evvi la
Chiesa de' SS. Cosimo e Damiano
Similmente celebre e antica è questa chiesa, poichè si crede edificata sopra il tempio di Romolo, e Remo, circa l’anno 528. e poi da Sergio I. fu ricoperta di lamine di bronzo; ed essendo da Adriano I. riedificata nell'an. 780. vi aggiunse la porta di metallo. Il Card. Odoardo Farnese, mentre era Diacono di questa chiesa, osservando, che ne' marmi del pavimento era delineata la pianta di Roma antica, rifece tutto il pavimento, e trasportò quei frammenti nel regio palazzo Farnese, ove fino a' nostri tempi si sono conservati, ma poi dalla somma generosità del Re delle due Sicilie oggi invittissimo Monarca delle Spagne ne fu fatto dono al Pontefice Benedetto XIV. il quale li fece collocare, come dicemmo, nelle scale del Museo Capitolino.
Le due colonne antiche, che si vedono accanto a detta chiesa, e appoggiate al nuovo oratorio de' fratelli della Via Crucis, una col capitello ed altra senza, ambedue sepolte più della metà, c'insegnano quanto bassa era prima la strada e la chiesa ancora, nella quale l’anno 1582. furono ritrovati i corpi de' ss. martiri Marco, Marcellino, e Felice II. Pontefici, i quali insieme con i corpi de' fanti Titolari, e quei de' loro consobrini Antimio, Leonzio, ed Eutrepio si conservano in essa, e nell'altare maggiore si custodisce l'immagine della ss. Vergine, che stava nella chiesa sotrerranea. Li mosaici intorno alla tribuna sono antichi, e le pitture intorno alla chiesa sono di Marco Tullio.
Chiesa di S. Maria la Nuova
Siegue appresso la celebre ed antica chiesa, eretta nel sito presso il vestibolo della Casa aura di Nerone, in memoria de' ss. Apostoli Pietro e Paolo, che quivi genuflessi facendo orazione a Dio, mentre Simon Mago per arte infame facevasi vedere a volo andare al cielo in presenza del popolo, e di Nerone ancora, ottennero, che vergognosamente precipitasse e cadesse morto. Perciò da prima fu dedicata ai medesimi santi Apostoli; ma poi essendo da s. Leone IV. riedificata, fu dedicata alla ss. Vergine, e prese il nome di nuova. Sono in essa i corpi de' ss. Nemesio, Lucilla, Sinfronio, Olimpio, Essuperia, e Teodolo suo figliuolo, e davanti all'altare maggiore evvi quello di s. Francesca Romana entro un nobilissimo sepolcro ornato di marmi, e metalli dorati, col disegno del Cav. Bernini. A lato dell'altare maggiore evvi il deposito di Gregorio XI. che l’anno 1377. restituì in Roma la Sede Apostolica stata 70. anni in Avignone. Fra le pitture vi è la ss. Pietà dipinta da Giacinto Brandi, la s. Francesca Romana è copia del Guercino, ed il s. Bernardo del Canuti Bolognese. Il prospetto fu fatto nel Pontificato di Paolo V. da' Monaci Olivetani che l'ufiziano. Il nicchione doppio, che si vede nell'orto di quel monastero, da alcuni si crede del tempio del Sole e della Luna, da altri di Venere e Roma, ed ancora d'Iside, e Serapide, ma senza alcun documento. Si vede d'appresso l’
Arco di Tito
Molto sguarnito si ritrova questo celebre arco il quale però dall'iscrizione, che ancor esiste nella parte verso il Colosseo, e per li bassirilievi con il candelabro del tempio di Gerusalemme portato in trionfo da Tito, e Vespasiano, ci viene assicurato esser dello. Altra iscrizione era da questa parte, ma è stata tolta insieme con gli altri ornamenti da' nemici della verità, e delle belle memorie.
Le tre gran colonne
, che si vedono dinanzi a questa chiesa (S. Maria Liberatrice), furono vanamente credute del tempio di Giove Statore, ma piuttosto sono di quelle, che cuoprirono il Conmizio. Presso a questo si crede essere state le colonne, che ora si conservano nella chiesa della Traspontina, alle quali furono flagellati i ss. Apostoli Pietro, e Paolo. Le grosse muraglie appoggiate alla detta chiesa ridotte ad uso di granaj, sono credute essere della Curia Ostilia, dove il Senato trattava le cose del pubblico, che fu distrutta dal fuoco, quando vi si abbruciò il cadavere di Publio Clodio Tribuno del popolo, nella quale poi vi fu fatta la Curia Giulia. Quivi furono i Rostri vecchi, e tra questi ed il Comizio, il Lupercale, ed il fico ruminale, sotto cui furono trovati Romolo, e Remo allattati dalla lupa; e però vi fu eretto un tempio, che ora è dedicato a s. Teodoro martire, come a suo luogo diremo. Da questa chiesa fino a quella di san Lorenzo in Miranda, e poi dall'Arco di Settimio fino alla chiesa della Consolazione, fu il celebre Foro Romano, e appresso le tre gran colonne il lago Curzio, in cui per amor della patria Curzio cavaliere Romano si buttò, secondo che si legge, entro una voragine, ivi improvvisamente aperta.

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