CHI SONO I «FASCISTI ROSSI CHE GRIDANO «FORZA IRAQ»

Alcuni provengono dal terrorismo anni 70, altri sono gli eredi dei gruppi nazional-bolscevichi. Hanno siti Internet, case editrici e giornali in edicola. Ecco la mappa di alcuni gruppuscoli che stanno facendo preoccupare «Manifesto» e «Liberazione». Per una strana alleanza con l'estrema sinistra.

 

di AGOSTINO GRAMIGNA

L'accusa è partita da due giornali della sinistra. Indirizzata a un'area della sinistra, più estrema. Anche se, dicono a Liberazione, «si tratta di quattro gatti, che non contano nulla». Fatto sta che sia il quotidiano di Rifondazione comunista, diretto da Curzi, sia il manifesto nelle scorse settimane hanno picchiato duro contro Moreno Pasquinelli, portavoce del Campo antimperialista che per il 13 dicembre, a Roma, ha organizzato una manifestazione pro-irachena e anti-americana. Il reato? Aver esteso l'invito a tutta una serie di personaggi, sigle e case editrici legati alla destra radicale. «L'operazione ci preoccupa», dicono a Liberazione, «perché nasconde un progetto politico, avviato già da anni: il dialogo tra destra estrema e pezzi della sinistra». Tutto è cominciato quattro anni fa, al primo Campo antimperialista che si svolge ogni estate sulle colline di Assisi. Pasquinelli aveva invitato, fra polemiche, spaccature e conflitti interni alla sinistra movimentista (documentati dal settimanale anarchico Umanità Nova), alcune note figure dell'estremismo di destra. Come Maurizio Neri, personaggio che sul finire degli anni 70 fu coinvolto in una serie di attentati terroristici sotto la sigla Mpr (al Campidoglio, alla Cassazione, agli uffici della Motorizzazione), oggi alla guida di Socialismo e Liberazione, simbolo con il quale ha aderito alla manifestazione.

Neri fa parte del filone dei nazional-bolscevichi, una corrente storica della destra radicale che, tra le due guerre, riteneva fosse utile un'alleanza tra nazismo e Urss. Correnti poi sospese da Hitler e rinvigorite nel secondo dopoguerra dal belga Jean Thirìart, capostipite dei gruppuscoli neonazisti in Europa, che in Italia ebbero come punto di riferimento Ugo Gaudenzi, teorico del comunitarismo e del comunismo nazionalitario. Gaudenzi è una figura importante nel panorama della destra radicale. Negli anni '60 aveva fondato l'Olp (Organizzazione lotta di popolo) e considerava il suo movimento come antisistema e rivoluzionario, usando sigle e simboli di sinistra. Negli ultimi anni ha dato vita ad alcune riviste (Rinascita Nazionale e Italia Sociale) le cui elaborazioni sono proprio al centro dell'interesse del Campo antimperialista. Rinascita Nazionale ha sede a Roma, viene venduta in poche edicole del centro e ha come obiettivo la costruzione di una sinistra nazionale, da intendersi come forza che affonda le sue radici nella storia del fascismo, quello dei primordi. Identico il messaggio di Italia Sociale (un tempo in vendita in edicola e oggi solo su Internet) che annovera tra i collaboratori Claudio Mutti, figura storica del neofascismo italiano, che guida una casa editrice (all'insegna del Veltro) e da qualche anno si è convertito all'islamismo. Mutti ha scritto dei libri su Islam e nazismo e guarda al khomeinismo come orizzonte ideologico.

Tra i firmatari dell'appello pro­iracheno c'è anche Luigi Tedeschi, fondatore di Italicum, altra rivista con la quale Pasquinelli è interessato al dialogo perché impegnata sul fronte antiamericano (e anti-israeliano). Italicum si rifà alle antiche tradizioni, considerate fondamento della politica: valori religiosi e culturali che affondano le radici nel tempo e che (sostengono) riconducono al valore della disuguaglianza. Tedeschi scrive prefazioni a libri di Rutilio Sermonti, personaggio di ex Ordine nuovo, editi dalla casa editrice di Claudio Mutti che opera a Parma. A Milano, invece, molta attiva s'è mostrata Lista Antiamericanista, trasversale, che nasce in parallelo all'operazione politica denunciata da manifesto e Liberazione: il dialogo tra destra radicale e sinistra. Tanto che per un certo periodo la Lista aveva ospitato Orìon, una sigla molto particolare dell'estremismo di destra, che fa capo a Maurizio Murelli (condannato a Milano per concorso nell'omicidio di un agente di polizia nel 73) e a Alessandro Colla (sua moglie). L'ideologia del gruppo? Superamento di destra e sinistra e guerra al capitalismo. Come dire: sull'Iraq gli estremisti di destra diventano rossi.