BUSH LANCIA ULTIMATUM A SADDAM

WASHINGTON - Nel suo discorso alla Nazione, il presidente George W. Bush ha intimato al dittatore iracheno Saddam Hussein e ai suoi figli di lasciare il potere e il Paese entro 48 ore. Altrimenti, ha detto, sara' guerra ''in un momento che sceglieremo''. Parlando per meno di 15 minuti, il presidente ha avvertito che ''i giorni finali della decisione'' nella crisi irachena ''sono giunti''. Dopo avere sinteticamente ricordato come si e' arrivati alla situazione attuale, Bush ha detto: ''Non abbiamo a che fare con un uomo pacifico e non c'e' dubbio che abbia armi di distruzione di massa e che ci sia il rischio che le dia ad organizzazioni terroristiche''. Il presidente ha avvertito: ''Non abbiamo fatto nulla per meritarci queste minaccia, ma faremo di tutto per respingerla''. Il presidente ha poi affermato di avere l'autorita' di ricorrere alla forza per difendere gli Stati Uniti, ricordando il voto del Congresso dell'autunno scorso e la risoluzione 1441 delle Nazioni Unite, che minaccia serie conseguenze in caso di palese violazione dell'impegno al disarmo imposto dall'Onu. ''Nessuno puo' dire che l'Iraq abbia disarmato'', ha detto. Bush che ha ancge criticato il Palazzo di Vetro: ''L'Onu - ha detto - ha deluso l'America. Non ha tenuto fede alle sue responsabilita''. Poi, rivolgendosi al popolo iracheno il presidente Usa ha detto: ''L'ora della liberazione e' vicina'' e nello stesso tempo ha lanciato un appello ai soldati iracheni perche' non si battano per il regime di Saddam Hussein e disobbediscano agli ordini di usare armi di distruzione di massa. 'L'Iraq liberato - ha spiegato Bush - sara' d'esempio a tutto il Medioriente come un esempio di nazione vitale, pacifica e che si auto-governa. Gli Stati Uniti e altri paesi lavoreranno per far progredire la liberta' e la pace in quella regione. Non raggiungeremo questo obiettivo da un giorno all'altro, ma ci riusciremo col tempo'', ha assicurato il capo della Casa Bianca.

Mentre il presidente Bush parlava alla nazione e' scattato negli Stati Uniti l'allarme di difesa arancione, il penultimo livello di allerta in una scala da uno a cinque. L'allerta e' stato annunciata dal Ministero per la Sicurezza Interna. Bush, del resto, nel suo discorso alla Nazione ha messo in guardia dal rischio di nuovi attentati contro l'America e i suoi alleati nell'imminenza di un attacco al'Iraq. Fonti dell'intelligence Usa hanno indicato che gli attentati potrebbero essere effettuati da elementi di al Qaida e da cellule di agenti iracheni. Per prevenire gli attacchi il Ministero per la Sicurezza Interna ha lanciato un'operazione di contro terrorismo battezzata Operation Liberty Shield che prevede un incremento della sorveglianza su porti, aeroporti, impianti nucleari e sulla catena alimentare.

LA REAZIONE DI BAGHDAD
Attraverso il ministro degli esteri, Naji Sabri, e prima che il presidente Bush parlasse, l'Iraq ha respinto ogni ultimatum della Casa Bianca Bush definendo 'infelice' il ritiro degli ispettori dell'Onu dall'Iraq.

No all'ultimatum anche da parte della Lega Araba. Lo ha dichiarato ai giornalisti Hisham Yussef, portavoce del segretario generale della Lega, Amr Mussa. Yussef ha dichiarato che la Lega ''respinge totalmente l'ultimatum dato che la risoluzione 1441 non prevede un termine massimo e la comunita' internazionale riconosce la cooperazine di Baghdad con gli ispettori per l' applicazione di questa risoluzione''. Yussef ha espresso ''risentimento per l'atteggiamento degli Stati Uniti e la decisione americana che non prende in considerazione il Consiglio di Sicurezza dell'Onu'', e ha aggiunto che ''Washington ha preso la decisione di mettere fine all'attivita' diplomatica, a dispetto della volonta' della comunita' internazionale, che ha una possibilita' vera di arrivare ad una soluzione pacifica della crisi irachena''. Riguardo alla decisione del segretario generale dell'Onu Kofi Annan di ritirare gli ispettori internazionali dall'Iraq Yussef ''ha deplorato il fatto che l'Onu sia obbligata a ritirare i suoi ispettori alla luce dei sviluppi dell'affare iracheno''.

BUSH A BERLUSCONI, SEI CON NOI E NON DIMENTICHEREMO ''Caro Silvio, mentre stiamo affrontando una minaccia senza pari, desidero esprimere la gratitudine del popolo americano per lo straordinario sostegno che tu e il tuo governo avete dato alla guerra globale contro il terrorismo. Ti sei schierato con noi e noi non lo dimenticheremo''. Cosi' inizia la lettera che il presidente degli Stati Uniti ha inviato a Silvio Berlusconi nella quale gli esprime il ringraziamento del popolo americano per il sostegno dato dal governo italiano alla lotta contro il terrorismo.