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Page added in 2002.


Malvasia (Monemvassia)

Key dates:
Early XIVth century The Venetians occupy Malvasia
1540 The Venetians concede Malvasia to the Sultan Suleiman I as part of a peace treaty
1690 The Turkish garrison capitulates after three years of Venetian siege
1715 The Venetian garrison capitulates without fighting

Malvoisie and malmsey are names of strongly flavoured sweet wines which replaced in Europe the Vin di Malvasia, often quoted in the description of Renaissance banquets. Before the Venetians lost the fortress of Malvasia this wine was shipped to Italy from this port. The Greek name of Malvasia, Monemvassia is in itself a description of the fortress as it means one entrance because there is only one access to the fortress.

Malvasia in a 1687 Venetian etching

This Venetian print shows Malvasia when it was still in Turkish hands (most of the tall buildings are minarets) and by forcing perspective laws it shows the bridge linking the islet of Malvasia to the mainland and at the same time the town of Malvasia which is located at the opposite side and which cannot be seen from the mainland.

The rock seen from the mainland

The Venetians used to say that nature itself had built the fortress and that little was needed to strengthen it. Malvasia was made of two parts: Borgo on a little terrace at the foot of the rock and Castello on the relatively flat space on its top.

Western walls and main gate

The walls protecting Borgo did not reach the fortifications of Castello: they just reached the almost vertical flanks of the rock and that was enough, because, although the Turks had a reputation for being very agile climbers of walls, they had little hope of being able to climb these rocks.

Maritime and eastern walls

Enemies trying to assail Borgo from the sea had difficulties in landing because there is no beach and there is little space in which to site a camp.

Main street of Malvasia; Panagia Mirtidiotissa; S. Nicola

During the first Venetian occupation Malvasia was an important trade center and Borgo had fine houses and churches (the image used as a background for this page shows a Venetian relief in Borgo). Almost abandoned until very recent times, it is now flourishing again and a large number of houses are being restored; unfortunately also some new "cosy" buildings are being erected which in a few years will make Borgo look too pretty to be true. The fact that only donkeys can be used to carry materials inside Malvasia is just a delaying factor in this process, so travellers should hurry up and see Malvasia before it is too late.

Going up to the fortress

Notwithstanding its defences Borgo was not an impossible target for a successful assault: what really looked impregnable was Castello. Only a steep and winding road led to it and it was interrupted by several walls. There was no space to place the artillery or to dig trenches or build fortifications.

Natural defences

In general Castello was protected by low walls, but in some spots the rock is so precipitous that the Venetians did not even care to strengthen these natural defences. In 1538 Suleiman I, the Magnificent vainly tried to seize Castello and in 1540 he promised the Venetians a lasting peace in return for Malvasia (and Napoli di Romania). The Venetian Senate had given his envoy to the peace talks the authority to give up Malvasia as a last resort to reach a settlement. From the very beginning the envoy was confronted with a Turkish request for Malvasia and eventually he gave his consent. A peace settlement was agreed and the two fortresses were handed over to the Turks. The Turkish insistence had however raised some suspicions and after lengthy investigations the Venetians discovered that the authorities granted to their envoy had been leaked to the French Ambassador in Venice, who passed this piece of information to his government. At that time Francis I, King of France, was allied with Suleiman against Charles V King of Spain and Emperor (of the Sacred Roman Empire) and he decided to let the Turks know the latitude of the powers given to the Venetian envoy.

Agia Sofia

In 1690 the Turks capitulated after a three years' naval blockade, but in 1715 the Venetian commander surrendered without any attempt at resistance. The Turks did not have a clean record in their compliance with agreed capitulation terms, in particular due to their treacherous behaviour in Famagosta in 1571, but in their 1714-15 campaign they made a point from the very beginning of offering generous capitulation terms and to comply with them. The policy proved very effective because the demoralized Venetian commanders and their mercenary troops quickly surrendered their fortresses. The 1687 print at the top of the page shows that there were many buildings in Castello: today they are all in ruins except for the fine Byzantine church of Agia Sofia and a nearby Venetian residence.

Venetian residence

Excerpts from Memorie Istoriografiche del Regno della Morea Riacquistato dall'armi della Sereniss. Repubblica di Venezia printed in Venice in 1692 and related to this page:

Malvasia

Nella parte orientale dell'antica Tzaconia Regione scoscesa, mà fertile del Peloponneso, hoggidì riconosciuta sotto nome di Braccio di Maina, alle sponde sinistre, ov'ha principio il Golfo, che Argolicus Sinus da Tolomeo s'appella, vedesi sopra rupe in vago prospetto estesa Monemvasia detta da Tolomeo Epidaurus Limera, e volgarmente Malvasia, è Città questa con titolo d'Archiepiscopale edificata in sito vantaggioso alla sommità d'erto scoglio radicato nel Mare, che se bene sterilissimo, e all'intorno bagnato da profonde acque dell'Arcipelago, gode nulladimeno dalla natura il beneficio di dolci, e limpide sorgenti, coll'amenità di colle fecondo, il di cui raccolto è bastevole ad alimentare cinquanta, e sessanta Persone, che vagliono a difenderla: da ogniparte è inacessibile, fuori che da una, munita con triplice ordine di grosse mura, ove pende un Borgo di numerose Case, chiuso da forte recinto, ed'hanno adito i Cittadini per incaminarsi alla Terra, ch'in forma di lingua spingendosi dal Continente, s'unisce a lungo Ponte di legno: Ha parimenti il Porto assai capace, e meglio custodito dalla Fortezza.
Il suo Territorio è abbondantissimo d'uve, da quali si ricava Vino nulla inferiore nell'eccellenza a quello di Candia.
A questa picciol'Isola vi concorrevano un tempo in gran frequenza dalla Grecia i Nazionali, à fine di venerare gl'Altari d'Esculapio, per quali era celebre al Mondo: Mandati dal loro Commune v'approdorno una volta pure gl'Epidauri del Territorio d'Argo, che argomentando prosperi eventi da certi sogni, e contingenze occorsegli nella navigatione, stabilirono questi fermarvisi, ed'ergervi una Città, che li servisse di Colonia, ed'Epidauro si chiamasse. Non più sussistono quegl'Edificij di già all'antichità involati dal tempo; conservasi solo al presente la denominatione, di cui con giusto retaggio ne rimase di quel posto l'Erede.
Prevale per il più il tempo, e la sorte all'inespugnabilità d'una Fortezza: quanto sij forte Malvasia, ò Epidauro a bastanza è notto: onde se nell'andar degl'anni soggiacque a più comandi, fù voler del destino, non valor dell'armi.
Questa Città essendo soggetta all'Imperatore di Costantinopoli, fù lor levata all'hora, quand'i Francesi, e Venetiani s'impadronirono di quell'Impero, divenendovi Baldovino Conte di Fiandra Imperatore l'anno di Christo 1204, e fù concesso quasi feudo ad un Baron Francese nominato Guglielmo, per essersi diportato in quella guerra eccellentemente: mà poi havendo Michiel Paleologo discacciati i Francesi, e intrusosi in quell'Impero, facendo questo Guglielmo prigione, si fece cedere, e rinonciare da lui le ragioni tutte, ch'in quelle parti egli havea, e lo lasciò poi partire, checondottosi ad habitare in Venezia, fece dono a quella Republica d'esse regioni, dicendo, che la già fatta renoncia al Paleologo nulla valeva per esser fatta per forza, e veramente passand'i Veneti con grossa Armata acquistorno la detta Città, che con marca di legitimo Dominio la ressero fin'all'anno 1537, all'hora quando dal Soglio della Tracia intuonava Solimano straggi, e rovine al Christianesimo; i più combattuti erano i Veneti, ne contento il Barbaro d'havergli scemato in più parti i tributi, impose a Cassin Sangiaco della Morea l'anno 1538 che coll'assedio cercasse costringere quei Popoli alla resa: dopo adunate buona copia di Militie, ubbidì al comando il Ministro, non adempì però la soverchia ambitione del superbo Imperante; poiche riflettendo sù propri danni, ch'il tentarne l'impresa era un perdere colla riputazione il tempo; risolse la ritirata da que' contorni ed applicarsi altrove. Non ostante d'indi a poco vi ritornò, e l'ottenne non colla violenza dell'Armi, mà per accordati di pace.
Nel 1653 contaminata; e rotta per le Guerre di Candia, e Dalmatia allor sussistenti la Pace, non preferivano i Veneti gl'essercitij più fervidi di rigorosa hostilità; onde ritrovandosi in queste vicinanze con ventidue Galere, otto Navi, e sei Galeazze il General Foscolo, comandò questo, che di repento s'assaltasse il Forte, eretto dagl'Ottomani fuori al Borgo; bravamente s'accinsero all'opra i Soldati, e ne riportorno in un sol giorno la Vittoria: mà nel mentre, che con voci giulive schernivano il Nemico alla fuga; evaporò inaspettatamente una mina, dalla quale restorno estinti cento cinquanta Vincitori con egual numero de feriti; Si vendicò però da Veneti colla spada alla mano la Morte de suoi Compagni, che demolito il Forte, fecero partenza col trasportato di 22 Cannoni, quali servivano alli Nemici per coprire quelle Saiche, che cariche di munitioni attendevano l'opportunità per drizzarsi alla Canea.

Introductory page on the Venetian Fortresses

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You may refresh your knowledge of the history of Venice in the Levant by reading an abstract from the History of Venice by Thomas Salmon, published in 1754. The Italian text is accompanied by an English summary.

Clickable Map of the Ionian and Aegean Seas with links to the Venetian fortresses and to other locations (opens in a separate window)